7) Bacon. Le tavole.
Dopo aver dato tanto spazio alla pars destruens, Bacon ci offre in
queste pagine il suo metodo scientifico, basato sulle tavole delle
presenze, delle assenze e dei gradi.
F. Bacon, Novum Organon, secondo (pagina 76)

Stabilito lo scopo della dottrina, passiamo ai precetti, anch'essi
esposti in ordine regolare. Gli indizi intorno all'interpretazione
della natura comprendono due parti: la prima concerne il trarre e
il far sorgere gli assiomi dall'esperienza; la seconda il dedurre
o derivare dagli assiomi nuovi esperimenti. La prima parte si
suddivide in tre aiuti: gli aiuti al senso, gli aiuti alla
memoria, gli aiuti alla mente o ragione. In primo luogo bisogna
quindi preparare una storia naturale e sperimentale sufficiente e
buona: essa  il fondamento di tutto e non si deve inventare o
escogitare, ma scoprire che cosa la natura faccia o produca. Ma la
storia naturale e sperimentale  tanto varia e sparsa da
confondere e l'intelletto se non venga fissata e presentata
nell'ordine adatto. A questo scopo bisogna compilare le tavole e
le coordinazioni delle istanze in modo tale che l'intelletto possa
agire su di esse. Anche se questo venga fatto, l'intelletto
abbandonato a s e alla sua spontaneit,  inadatto e incapace
alla costruzione degli assiomi se non venga guidato ed aiutato.
Cos in terzo luogo bisogna ricorrere all'induzione legittima e
vera che  la chiave dell'interpretazione.

2. La tavola della presenza.

La ricerca delle forme procede cos: sopra una natura data bisogna
preparare come una comparsa di fronte all'intelletto di tutte le
istanze note che convengono alla medesima natura anche se in
sostanze oltremodo differenti. Questa raccolta dev'essere fatta
storicamente senza far uso di speculazioni affrettate o di
sottigliezze eccessive. Per esempio, nella ricerca della forma di
calore.
1. Raggi del sole, soprattutto d'estate e a mezzogiorno.
2. Raggi del sole riflessi e raccolti tra i monti o fra pareti o,
pi di tutto, fra specchi ustori.
3. Meteore infuocate.
4. Fulmini ardenti.
5. Eruzioni di fiamme dalle viscere dei monti.
6. Ogni specie di fiamma...
Siamo soliti chiamare questa tavola, tavola dell'essenza e della
presenza.

3. La tavola dell'assenza in prossimit.

In secondo luogo vanno presentate all'intelletto quelle istanze
che sono prive della natura cercata poich la forma (come  stato
detto) deve essere assente dove manca la natura data ed essere
presente dove quella  presente. Ci, tenendo presenti tutti i
casi, condurrebbe all'infinito: le istanze negative devono dunque
esser fatte seguire alle affermative e le assenza vanno
considerate soltanto in quei soggetti che presentano affinit con
quelli altri nei quali la natura data  presente ed appare. Siamo
soliti chiamare questa tavola della declinazione o dell'assenza in
prossimit.
Prima istanza negativa corrispondente alla prima affermativa: i
raggi della luna, delle stelle, delle comete non risultano caldi
al tatto; anzi  risultato alla osservazione che i freddi pi
acuti si hanno nei pleniluni...
Seconda alla seconda: i raggi del sole, nella media regione
dell'aria (come la chiamano) non riscaldano. Di questo fatto si
rende comunemente ragione dicendo non ingiustamente che quella
regione non  abbastanza vicina al corpo del sole donde sgorgano i
raggi e anche dalla terra ove essi vengon riflessi. Ci  mostrato
dalle vette dei monti (purch non siano troppo alti) ove la neve 
perpetua...
Ottava alla terza: le comete (se si vuol annoverarle tra le
meteore) non pare abbiano il manifesto potere di accrescere il
calore delle stagioni, anche se spesso siano state notate, dopo la
loro comparsa, delle siccit...
Non corrispondente alla quarta: esistono balenii che producono
luce e non bruciano e sempre si verificano senza tuono.
Decima corrispondente alla quinta: le eruzioni e le eruttazioni di
fiamme avvengono nelle regioni fredde non meno che in quelle
calde: come in Islanda o in Groenlandia...
Undicesima corrispondente alla sesta: ogni fiamma , pi o meno,
calda e quindi manca l'istanza negativa. Eppure affermano che il
fuoco fatuo (come lo chiamano) non abbia molto calore...

4. La tavola dei gradi.

In terzo luogo devon essere presentate all'intelletto quelle
istanze nelle quali la natura, intorno alla quale si svolge la
ricerca, esiste in grado maggiore o minore, sia che la
comparazione del crescere e del diminuire venga fatta nello stesso
soggetto sia che venga fatta in soggetti diversi. Poich la forma
della cosa  la cosa stessa nella sua realt e poich la cosa non
differisce dalla forma altrimenti da come differiscono l'apparente
e l'esistente, l'esterno e l'interno, ci che  in rapporto
all'uomo e ci che  in rapporto all'universo, ne deriva
necessariamente che non si deve considerare nessuna natura come
vera forma se la forma non diminuisce sempre quando diminuisce la
natura e non cresce quando cresce la natura. Siamo pertanto soliti
chiamare questa tavola tavola dei gradi o tavola di comparazione.
Il pensiero di F. Bacon, a cura di P. Rossi, Loescher, Torino,
1974, pagine 140-143.
